CON QUALE ASSOCIAZIONE PARTIRE PER UN ANNO ALL’ESTERO?

Quale associazione scegliere per fare un anno all’estero? Vi racconto la mia esperienza 🙂

Il percorso per diventare un exchange student è lungo, comincia circa un anno prima della partenza; ci sono tantissime cose da organizzare.
Il primo passo fondamentale è quello di scegliere un’associazione con cui partire.
Ci sono TONNELLATE di associazioni quindi prima di fare una scelta è bene informarsi e non soffermarsi solo su una.
L’associazione con la quale ho deciso di partire io si chiama YouAbroad. Prima di sceglierla ho fatto dei colloqui con altre associazioni: Intercultura, EF e WEP.
Quando abbiamo cominciato ad informarci sull’anno all’estero (nel lontano 2016), non sapevamo assolutamente nulla e non conoscevamo nessuno che avesse fatto questa esperienza, così ci siamo limitati a digitare su Google “anno all’estero”, il primo risultato è stato il sito di Intercultura.intercultura_logo.jpg
Abbiamo subito concordato un incontro con una rappresentante Intercultura della Liguria.
La rappresentante ci ha ricevuti nel suo studio (mi pare di ricordare che fosse una dentista) e abbiamo parlato dell’anno all’estero. La prima cosa che ci ha colpiti è stato il fatto che con Intercultura non si ha la possibilità di scegliere il paese di destinazione, si possono solo scrivere delle preferenze, poi è l’associazione che ti assegna a un paese.
Io sono vegetariana e la prima cosa che la rappresentante di Intercultura mi ha detto è stato che sarebbe stato meglio rinunciare a questa scelta per un anno o comunque non avrei dovuto scriverlo sul dossier da mandare alla famiglia ospitante. Questa cosa non mi è piaciuta affatto.
Abbiamo subito deciso di scartare Intercultura.

Poi (non mi ricordo bene come) abbiamo cominciato ad avvicinarci ad EF. Mia mamma ha chiamato subito l’associazione e abbiamo fatto un incontro con un rappresentante (tutto ciò più o meno all’inizio del 2017). Devo dire che EF ci è piaciuta molto, sono stati tutti molto disponibili con noi e per un lungo periodo abbiamo smesso di cercare altre associazioni perchè pensavamo di aver trovato quella giusta.ef_cmyk_blue_withspace-whitebackground_1.png
Poi mia mamma ha parlato con la mamma di un compagno di classe di mia sorella (lo so è contorto), la cui figlia maggiore all’epoca stava facendo sei mesi in Irlanda con EF; lei si stava trovando benissimo, ma era finita in una famiglia che stava ospitando un’altra ragazza italiana. Questa cosa non è piaciuta molto a mia mamma. Probabilmente in quel caso non era stata tutta colpa di EF, anche la famiglia non aveva avvisato di stare ospitando un’altra italiana (partita con un’altra associazione), ma poi abbiamo cominciato di nuovo ad espandere i nostri orizzonti. Non abbiamo abbandonato EF così su due piedi, abbiamo cominciato tutta la pratica dei documenti e siamo arrivati un passo prima del punto di non ritorno (quando devi pagare e sei iscritto a tutti gli effetti).

Così abbiamo ricominciato a girare su Internet per cercare delle nuove associazioni e fra tutte quelle che abbiamo trovato abbiamo selezionato WEP e YouAbroad.wep-1024x928
Partiamo da WEP. La signora rappresentante di WEP è stata davvero disponibile e gentile, per il colloquio informativo è venuta lei a casa nostra. In un paio di ore ci ha spiegato nei minimi dettagli tutte le differenze fra i programmi exchange in Inghilterra, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Sud Africa e Stati Uniti. Noi all’inizio le avevamo detto che volevamo andare negli USA, ma lei ci ha comunque parlato di altri paesi. Secondo me ha fatto bene, perchè così abbiamo avuto modo di poter fare una scelta anche confrontando ciò che l’America ha da offrire rispetto ad altre nazioni.

Non abbiamo trovato nulla che non ci sia piaciuto in WEP, ma siamo comunque andati a fare il colloquio con YouAbroad. Nel frattempo mia mamma aveva trovato su Internet delle recensioni negative verso EF, delle persone si lamentavano della sua cattiva organizzazione e di un fatto accaduto alcuni anni fa: EF non assicura che la cifra da pagare per l’anno all’estero, che loro ti comunicano all’iscrizione, rimanga invariata fino alla fine, e così, a causa del cambiamento di valore del dollaro, al prezzo iniziale erano stati aggiunti circa 2000 euro (tutto ciò circa a maggio/giugno, quando non si ha più il tempo per cercare un’altra associazione).
Anche dopo questo non avevamo ancora deciso di abbandonare definitivamente EF, stavamo aspettando di parlare con YouAbroad così da poter fare un confronto fra le tre.

Il colloquio con YouAbroad è stato all’inizio di settembre 2017, nella loro sede a Torino. E’ stato FANTASTICO.master Tommaso (che poi è stato quello che mi ha telefonato per dirmi della mia host family!!) ci ha ricevuti e senza mezzi termini ci ha detto che questa non è un’esperienza facile e che noi (io e mia sorella) dovevamo essere sicure al 100%, perchè fare un anno all’estero non significa fare una vacanza. Abbiamo parlato per circa due ore e lui ci ha raccontato della sua esperienza da exchange student e, alla fine dell’incontro, ci ha detto: “Se voi siete convinte e decidete di partire con noi, siete voi che dovete prendere l’iniziativa, siete voi che dovete mandarmi una mail, perchè le protagoniste di questa esperienza sarete voi, i genitori ci servono solo dal punto di visa burocatico”.
Ovviamente i genitori non servono solo dal punto di vista burocratico (ma quasi… :P), ma era per farci capire che dobbiamo essere noi a prendere l’iniziativa, perchè saremo noi a fare l’anno all’estero.
Questa cosa mi è piaciuta molto. Un exchange student passerà un anno lontano da casa e dalla sua famiglia, e bisogna cominciare a desbelinarsi (come diciamo noi liguri) prima possibile, perchè poi dall’altra parte del mondo si è da soli.

Dopo aver fatto tutti i colloqui ci siamo seduti in torno a un tavolo e abbiamo confrontato le tre associazioni. Intercultura era stata scartata già da tempo, poi abbiamo scartato EF e quindi c’è stato il ballottaggio fra WEP ed YouAbroad.
Alla fine abbiamo scelto YouAbroad per due motivi fondamentali: il prezzo del programma exchange per gli Stati Uniti era il più basso fra tutti, e noi siamo rimasti folgorati dal discorso di Tommaso e dall’ambiente che abbiamo percepito entrando nella sede di YouAbroad.
Adesso non cambierei associazione per nessuna ragione al mondo.
YouAbroad mi ha accompagnata passo passo nella realizzazione di questa esperienza, i responsabili sono delle persone stupende che amano quello che fanno e che ti fanno sentire parte di una grande famiglia.

GRAZIE YOUABROAD! ♥

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#youabroaders

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