MY ADVENTURE

FIRST DAY OF AMERICAN HIGH SCHOOL

CIAOOOOOOO

Sono tornata!

Allora, lo so che sono sparita da duemila anni, ma e’ stato un periodo assurdo.          Ormai sono due mesi che ho cominciato la scuola, vorrei raccontarvi come e’ andato il primo giorno e le prime impressioni.

Io frequento la School of the Arts di Rochester (NY) e il mio major e’ Visual Arts. Ho vinto una borsa di studio alla Eastman Community Music School, e tutte le settimane ho una lezione di arpa.

Ok, ora siete pronti il primo giorno di scuola?

Allora, cominciamo….

5 Settembre 2018

L’apocalisse e’ imminente….. sto per affrontare il mio primo giorno di scuola americana. OMG.

Mi sono alzata alle 5 del mattino, sono stata circa 15 minuti nel letto a prepararmi psicologicamente, poi mi sono alzata e sono andata a fare colazione. Dopo mi sono preparata: ho fatto lo zaino, mi sono lavata e vestita. L’outfit l’avevo gia’ deciso il giorno prima (sono andata a fare shopping e ho comprato una camicia bordeaux). Ho fatto una di quelle foto alla faschion-blogger davanti allo specchio, ma non ve la faccio vedere perche’ e’ alquanto imbarazzante…

*finto colpo di tosse*

Dicevamo…

Il primo giorno ho preso l’autobus (normalmente vado a piedi), e sono arrivata a scuola alle 7:00 precise. Sono rimasta circa 5 minuti fuori dalla scuola ad aspettare prima di entrare nell’atrio. Una volta dentro sono stata altri dieci minuti da sola ad aspettare la mia counselor,  che mi aveva promesso di accompagnarmi alla mia prima classe, visto che ho le doti di orientamento di un sasso.

Grazie al cielo si e’ ricordata di me ed e’ venuta a prendermi. Con lei sono salita al 3 piano e mezzo (si’, e’ come Hogwarts, binario 9 e tre quarti) e ho incontrato il mio professore di Drawing and Painting.

Dopo due periodi passati nella classe di arte ho fatto una corsa fino al primo piano per il mio secondo periodo: Women’s Literature (che e’ una classe molto interessante).

Dopo mi sono diretta alla mia classe di Music Theory, mi sono persa, ma sono riuscita ad arrivare in tempo. Quando sono entrata il professore non era ancora arrivato, quando e’ entrato in classe tutti si sono zittiti e io ho subito pensato che fosse un professore severo (severo in un senso negativo), ma poi si e’ seduto sul banco a gambe incrociate e ha cominciato a parlare. Right now e’ il mio professore preferito.

Dopo ho avuto la classe di US History (la professoressa e’ un tesoro) e poi e’ arrivato il momento del temutissimo…. LUNCH PERIOD.

Credo che il pranzo sia il momento piu’ spaventoso per ogni exchange student durante il primo giorno di scuola. Io avevo paura di rimanere da sola a fissare il soffito.

Quando e’ finito il periodo di US History ho strategicamente seguito delle ragazze che erano nella mia classe e mi sono seduta al loro tavolo. Ho cominciato a chiaccherare con loro e ho cominciato a conoscere delle altre ragazze che erano sedute al mio stesso tavolo.

Non e’ stato male come primo lunch period.

Nella mia scuola il cibo della mensa e’ gratis, ma il primo giorno mi sono portata il pranzo da casa perche’ non mi fidavo.

Ora dopo un mese ho cominciato a mangiare il cibo della mensa, non e’ male.

Dopo ho avuto la classe di fisica (che a giorni alterni e’ un doppio periodo perche’ c’e’ l’ora di laboratorio). La prima cosa che ha detto la professoressa e’ stata: “Non voglio sentire parlare di miglia, piedi, pounds o inches in questa classe! In fisica si usano i metri, i centimetri…”. Io mi sono sentita subito sollevata perche’ ancora adesso non ho la piu’ pallida idea di quanto sia un miglio o un pound.

Poi e’ stata ora dell’ultimo periodo: Pre-calculus. Durante la prima lezione ho pensato che fosse una classe facile, ma mi sbagliavo…

Uscita da scuola ho camminato fino alla Eastman School of Music per la mia seconda lezione di arpa e poi sono tornata a scuola a piedi.

Il secondo giorno di scuola e’ stato un po’ diverso dal primo perche’ ho avuto scultura alle prime due ore al posto di Drawing and Painting, e poi ho avuto la mia prima classe di PE (educazione fisica) al posto della prima ora di fisica.

Neanche a dirlo mi sono persa nel tragitto mensa palestra. Dubbi?

Durante la prima settimana mi sono persa almeno cinque volte nella scuola (che e’ GIGANTE). Ora, per fortuna, ho imparato ad orientarmi.

Uscita da scuola ho deciso di prendere l’autobus per tornare a casa.

Ecco come e’ andata: esco dall’edificio, cerco di capire il numero dell’autobus che devo prendere, fallisco, chiedo aiuto a un agente di polizia che stava aiutando gli altri studenti, il poliziotto m’indirizza verso un autobus, salgo sull’autobus che mi e’ stato indicato, l’autobus parte, dopo circa 20 minuti di viaggio comincio a preoccuparmi perche’ ci stiamo dirigendo dalla parte opposta rispetto a casa mia, decido di mantenere la calma, inspiro ed espiro profondamente, dopo 45 minuti di viaggio l’autobus non accenna a tornare indietro e io rimango da sola, decido di scendere dall’autobus, controllo Google Maps e scopro di essere a fanzum (per non dire di peggio) nella parte nord di Rochester, cammnino per 30 minuti cercando di raggiungere il centro della citta’, insulto me stessa mentalmente, poi mi arrendo e chiamo i miei Host-Grandparents chiedendo di venirmi a prendere, dopo dieci minuti vedo la macchina dei nonni, salgo sulla macchina, e poi, finalmente, dopo un’ora e mezza di vagabondaggio in giro per Rochester, arrivo a casa.

Un applauso ad Arianna che ha preso l’autobus sbagliato il secondo giorno si scuola.

Ok, adesso e’ divertente da raccontare, ma viverla non e’ stato per niente divertente.

Dopo un mese di scuola ho cominciato ad orientarmi e ho comiciato a “prendere il giro” del sistema scolastico, ho avuto i miei primi tests e sto cominciando a farmi degli amici.

Bye!

 

CIEE ORIENTATION AND MY FIRST AMERICAN DAYS

Ciao a tutti!

31/07/2018

Il 31 luglio 2018 sono partita da Milano malpensa alla volta di NYC, è stato un lungo volo, ma è passato in fretta.
Sono partita da Milano con un gruppo di ragazzi di YouAbroad e, non appena essere scesi dall’aereo, abbiamo dovuto affrontare i temutissimi controlli alla dogana americana. E’ andato tutto bene, basta essere sinceri (sono andati bene anche i controlli all’aereoporto prima di salire sull’aereo, ho dovuto tirare fuori i liquidi, il computer e tutti i dispositivi elettronici).
Appena arrivati in hotel ci hanno consegnato le magliette della CIEE e i nostri badge e poi… tutti quanti in piscinaaaa!!
Dopo aver fatto il bagno nella piscina dell’hotel ho avuto modo di gustare la mia prima cena americana e poi sono letteralmente crollata sul letto (ero in piedi da quasi 24 ore filate).

1/08/2018

Il giorno seguente, dopo una bella colazione americana (uova, caffè americano, toast….), ho partecipato al meeting del mio team (Green Team) e poi ci hanno riuniti tutti in una grande sala e ci hanno parlato delle tre D: drugs, drive, drink. Questi sono i divieti più importanti, le regole che se infrante hanno come risultato un biglietto di sola andata per il proprio paese di origine.
Dopo aver passato tutta la mattina a morire di freddo grazie all’aria condizionata dell’hotel, ci hanno dato il pranzo e poi siamo partiti alla volta di NYC a bordo di un fantastico autobus (ovviamente anch’esso con l’aria condizionata).WhatsApp Image 2018-08-26 at 12.43.26 (1)
Abbiamo passato tutto il pomeriggio in giro per New York, è stato FANTASTICO. Sembrava di essere sul set di un film. La sera ci hanno portati a cenare su un battello (in giro per la città eravamo divisi per team, mentre sul battello eravamo tutti insieme) e dopo mangiato siamo saliti sul ponte per goderci la vista della Statua della Libertà.
E’ stata una serata memorabile, ho conosciuto persone fantastiche che non dimenticherò per tutta la vita. Sul battello abbiamo ballato abbiamo chiacchierato, abbiamo condiviso momenti indimenticabili.
Dopo essere tornati in hotel e dopo un altro bagno in piscina siamo di nuovo tutti crollati.

2/08/2018

Il giorno dopo ci hanno portati a fare colazione al Planet Hollywood e poi abbiamo passato tutta la giornata in giro per New York. A pranzo ci hanno lasciati liberi nella Grande Stazione Centrale (che è grande ed è centrale) e poi nel pomeriggio ci hanno portati in un enorme centro commerciale dove ho comprato un cappellino da baseball con su scritto NEW YORK.
Abbiamo preso da mangiare nel Mall (la Ciee ci ha dato 20 dollari) e poi siamo tornati in hotel. Appena arrivati ci hanno radunati in una stanza per darci le ultime istruzione sul volo e per le ultime raccomandazioni. Hanno consegnato a tutti dei badge colorati da attaccare alla valigia, su questi badge c’era scritta l’ora a cui dovevamo presentarci nella hall dell’hotel il giorno dopo per andare dalla famiglia ospitante. Io dovevo essere giù alle 5:30 del mattino.
E’ stata una serata davvero strana, quando ero seduta ad aspettare i miei badge mi è preso un “magone”, ho cominciato a pensare a quello che stavo facendo, e mi sono fatta un sacco di paturnie mentali, come: e se non piaccio alla famiglia? E se in realtà si sono sbagliati e non hanno scelto me? E se non riesco a capirli? E se…? E se…? Insomma avete capito l’idea.
Tornata in camera ho riordinato la valigia e poi sono andata a salutare tutte le persone fantastiche che ho conosciuto, sono stata un po’ con loro e poi, dopo aver impostato la sveglia alle 4:30 sono andata a dormire.

3/08/2018

h 4:30
Mi sono alzata, mi sono lavata i denti, mi sono vestita e poi ho chiuso definitivamente la valigia. Isabella (la mia sorella gemella) si è alzata un’ora prima per salutarmi.
Verso le 5:00 sono andata nelle altre stanza a chiamare le altre ragazze che dovevano essere nella hall alle 5:30 e tutte insieme siamo andate al piano di sotto.
Nella hall c’erano delle ragazze della CIEE che hanno controllato che avessi tutti i documenti necessari per la partenza (passaporto, DS2019…) epoi ci hanno offerto una piccola colazione. Come previsto non sono riuscita a mangiare perchè ero troppo agitata. Ho preso un enorme caffè da Starbucks (che non ho finito) e poi ho videochiamato con la Mamma per raccontarle un po’ cosa stava succedendo. Poi hanno cominciato a chiamarci per partire, il gate del mio volo è cambiato all’ultimo secondo da C a A e quindi tutti quelli del gate C se ne sono andati e io sono rimasta da sola con Isabella ad aspettare. Verso le 6:00 Isa è dovuta salire per andare a preparare la sua valigia e io sono rimasta definitivamente da sola. salutare Isabella è stato davvero difficile per me e quando ho realizzato di essre da sola ho pianto. Prima di partire non avrei mai pensato di piangere e invece ho passato cinque minuti a piangere da sola seduta su una poltrona nella hall dell’hotel. Dopo poco una ragazza della CIEE è venuta a parlarmi e mi ha chiesto perchè piangevo e mi ha consolata, è stata un po’ a chiacchierare con me e mi ha fatta smettere di piangere. Non so il nome di quella ragazza, ma GRAZIE, sei stata davvero importante e mi hai aiutata davvero tanto.
Finalmente hanno chiamato i ragazzi del gate A e ci hanno portati con un pullman all’aereoporto. Ero insieme ad alcuni ragazzi danesi e tedeschi.
Dopo aver superato tutti i controlli il nostro responsabile della CIEE ci ha lasciati e io sono rimasta con una ragazza danese e un ragazzo tedesco a chiacchierare. Dopo una mezzoretta loro sono dovuti andare via e io sono rimasta da sola ad aspettare il mio volo. Dopo circa dieci minuti ho scoperto che il mio volo era in ritardo di due ore. DUE ORE.
Dopo mezzora mi sono resa conto di avere due problemi giganti:

  1. Mi era venuta una fame mostruosa.
  2. Dovevo urgentemente andare in bagno.

Avevo paura di alzarmi e andare a prendere da mangiare perchè avevo paura di perdere il volo (con il senno di poi sono stata paranoica), e non potevo andare in bagno perchè non sapevo a chi lasciare le valigie (almeno credevo di non potere andare in bagno, poi ho scoperto che nel bagno c’è lo spazio per mettere la valigia. Ottimo Arianna).
Dopo due ore finalmente sono salita sull’aereo, e dopo circa 15 minuti di volo mi sono potuta alzare per andare in bagno. E indovinate un po’? Il bagno dell’aereo era rotto.
Ah ah aha aha.
L’ho usato lo stesso.
Poi l’assistente di volo ha distribuito dei pacchettini di mini pretzel (mi sono sembrati il nettare divino).
L’aereo era piccolissimo e faceva un sacco di rumori strani, ma mi ha portata a destinazione. Dopo neanche un’ora sono atterrata all’aereoporto di Rochester.IMG_20180813_214932_533 (1)
Scesa dall’aereo mi sono avventurata nei meandri dell’aereoporto per andare a cercare la mia famiglia ospitante. Ad attendermi c’erano Jerry (il mio local), l’host mum e gli host grandparents (l’host dad e l’host sister erano via).
E’ stata una giornata bellissima, mi hanno portata a mangiare al ristorante messicano e poi mi hanno fatto fare un tour della casa. Quello stesso pomeriggio sono andata a comprare la SIM card americana e poi ho accompagnato la host mum al supermercato. Dentro al supermercato ho realizzato quanto fossi stanca, gli occhi hanno cominciato a chiudersi da soli. Tornata a casa ho fatto un lungo pisolino e dopo cena sono andata subito a letto.
Dopo quasi dodici ore di sonno ho cominciato la mia nuova vita americana.

 

ANNO ALL’ESTERO: CONSIGLI PER PREPARARE LA VALIGIA

Ecco l’incubo di ogni exchange student:
la VALIGIA.

Ecco alcuni consigli per riuscire a superare al meglio il dramma della valigia:

  1. Prima di fare la valigia controlla il tempo metereologico della tua destinazione, può  cambiare moltissimo il contenuto della valigia se vai in un posto caldo o in un posto freddo.
  2. Metti sottovuoto i vestiti più ingombranti (giacche invernali, maglioni, felpe…), il loro peso non cambierà, ma in questo modo guadagnerai moltissimo spazio.
  3. Comincia a fare la valigia almeno 2 settimane prima della partenza, così avrai tutto il tempo di sistemarla nel caso in cui sfori dal peso massimo (al 97% sforerà per forza).
  4. La prima volta che si comincia a riempire la valigia si tende a buttarci dentro qualsiasi cosa, ma in questo modo è impossibile rimanere nei 23kg. Dopo che hai finito di riempire la valigia lasciala stare, il giorno dopo riaprila e cerca di togliere qualcosa, e così il giorno dopo ancora. Riduci gradualmente la quantità di roba nella valigia, in questo modo riuscirai sicuramente a raggiungere il peso senza impazzire.
  5. Leggi attentamente le regole della compagnia aerea con la quale partirai, verifica le dimensioni massime dei bagagli, dove vanno riposti i liquidi e in quale quantità… ecc.
  6. Fai attentione alla tensione elettrica del tuo paese di destinazione. Compra degli adattatori per le spine e verifica che i tuoi caricabatterie siano universali.
  7.  Rifletti sull’utilità di quello che stai mettendo in valigia (e non mentire a te stesso/a): in quali momenti avrò occasione di usarlo? Mi serve per davvero? E’ una cosa che posso facilmente comprare la? E’ una cosa di cui posso fare a meno?
  8. Se sei indeciso se portare o no qualcosa non la portare.
  9.  Non portare vestiti che normalmente non metti mai.
  10. Se non sai ancora lo stato di destinazione (per quanto riguarda gli USA), dividi gli Stati Uniti in macro aree e cerca di fare più versioni della valigia, in modo che quando ti comunicheranno la tua destinazione avrai già un punto da cui partire per riempire la valigia.
  11. Parla con la famiglia ospitante, chiedi quali sono le attività che farete, chiedi quali cose sono disposti a prestarti (es: phon, piastra, saponi, asciugamani…).
  12. Metti le cose più importanti o le cose a cui tieni di più nel bagaglio a mano.
  13. Metti il beauty con i liquidi nel bagaglio a mano o nello zaino, così se in aeroporto ti chiederanno di tirarlo fuori per un controllo non dovrai aprire la valigia grossa.
  14. Stessa cosa per tutte le cose elettroniche (computer, tablet, telefoni…). Assicurati che siano carichi perchè alla dogano potrebbero chiederti di accenderli.
  15. Non partire come una cipolla, non venire in aereoporto con indosso dieci magliette che non ti sono entrate in valigia.
  16. Prima di partire assicurati di avere con te tutti i documenti necessari (carta d’identità, passaporto con visto…).
  17. Riserva uno spazietto nella valigia ai regali da portare alla host family e al local coordinator.
  18. Oltre al cartellino appeso fuori con nome e indirizzo, stampa un foglio con i tuoi dati (nome, indirizzo mail, indirizzo della host family…) e mettilo all’interno della valigia.
  19. Personalizza la tua valigia, così nessuno la prenderà per sbaglio e tu sarai in grado di riconoscerla più facilmente.
  20. Fai una lista di tutte le cose che devi assolutamente portare, poi ricontrollala prima di chiudere definitivamente la valigia.
  21. Se vai negli USA  e fai l’orientamento a New York, metti nel bagaglio a mano tutte le cose che ti serviranno per quei giorni, così non dovrai aprire e incasinare il bagaglio grande.
  22. Nota per le persone con la pelle chiara come me: ricordatevi la crema solare!!!!
  23. Metti in valigia per la maggior parte vestiti di tutti i giorni, non vestiti eleganti.
  24. Portati assolutamente una videocamera (come una GoPro) o una fotocamera.
  25. Ricordati di portare un hard disk.

GOOD LUCK! 

CON QUALE ASSOCIAZIONE PARTIRE PER UN ANNO ALL’ESTERO?

Quale associazione scegliere per fare un anno all’estero? Vi racconto la mia esperienza 🙂

Il percorso per diventare un exchange student è lungo, comincia circa un anno prima della partenza; ci sono tantissime cose da organizzare.
Il primo passo fondamentale è quello di scegliere un’associazione con cui partire.
Ci sono TONNELLATE di associazioni quindi prima di fare una scelta è bene informarsi e non soffermarsi solo su una.
L’associazione con la quale ho deciso di partire io si chiama YouAbroad. Prima di sceglierla ho fatto dei colloqui con altre associazioni: Intercultura, EF e WEP.
Quando abbiamo cominciato ad informarci sull’anno all’estero (nel lontano 2016), non sapevamo assolutamente nulla e non conoscevamo nessuno che avesse fatto questa esperienza, così ci siamo limitati a digitare su Google “anno all’estero”, il primo risultato è stato il sito di Intercultura.intercultura_logo.jpg
Abbiamo subito concordato un incontro con una rappresentante Intercultura della Liguria.
La rappresentante ci ha ricevuti nel suo studio (mi pare di ricordare che fosse una dentista) e abbiamo parlato dell’anno all’estero. La prima cosa che ci ha colpiti è stato il fatto che con Intercultura non si ha la possibilità di scegliere il paese di destinazione, si possono solo scrivere delle preferenze, poi è l’associazione che ti assegna a un paese.
Io sono vegetariana e la prima cosa che la rappresentante di Intercultura mi ha detto è stato che sarebbe stato meglio rinunciare a questa scelta per un anno o comunque non avrei dovuto scriverlo sul dossier da mandare alla famiglia ospitante. Questa cosa non mi è piaciuta affatto.
Abbiamo subito deciso di scartare Intercultura.

Poi (non mi ricordo bene come) abbiamo cominciato ad avvicinarci ad EF. Mia mamma ha chiamato subito l’associazione e abbiamo fatto un incontro con un rappresentante (tutto ciò più o meno all’inizio del 2017). Devo dire che EF ci è piaciuta molto, sono stati tutti molto disponibili con noi e per un lungo periodo abbiamo smesso di cercare altre associazioni perchè pensavamo di aver trovato quella giusta.ef_cmyk_blue_withspace-whitebackground_1.png
Poi mia mamma ha parlato con la mamma di un compagno di classe di mia sorella (lo so è contorto), la cui figlia maggiore all’epoca stava facendo sei mesi in Irlanda con EF; lei si stava trovando benissimo, ma era finita in una famiglia che stava ospitando un’altra ragazza italiana. Questa cosa non è piaciuta molto a mia mamma. Probabilmente in quel caso non era stata tutta colpa di EF, anche la famiglia non aveva avvisato di stare ospitando un’altra italiana (partita con un’altra associazione), ma poi abbiamo cominciato di nuovo ad espandere i nostri orizzonti. Non abbiamo abbandonato EF così su due piedi, abbiamo cominciato tutta la pratica dei documenti e siamo arrivati un passo prima del punto di non ritorno (quando devi pagare e sei iscritto a tutti gli effetti).

Così abbiamo ricominciato a girare su Internet per cercare delle nuove associazioni e fra tutte quelle che abbiamo trovato abbiamo selezionato WEP e YouAbroad.wep-1024x928
Partiamo da WEP. La signora rappresentante di WEP è stata davvero disponibile e gentile, per il colloquio informativo è venuta lei a casa nostra. In un paio di ore ci ha spiegato nei minimi dettagli tutte le differenze fra i programmi exchange in Inghilterra, Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Sud Africa e Stati Uniti. Noi all’inizio le avevamo detto che volevamo andare negli USA, ma lei ci ha comunque parlato di altri paesi. Secondo me ha fatto bene, perchè così abbiamo avuto modo di poter fare una scelta anche confrontando ciò che l’America ha da offrire rispetto ad altre nazioni.

Non abbiamo trovato nulla che non ci sia piaciuto in WEP, ma siamo comunque andati a fare il colloquio con YouAbroad. Nel frattempo mia mamma aveva trovato su Internet delle recensioni negative verso EF, delle persone si lamentavano della sua cattiva organizzazione e di un fatto accaduto alcuni anni fa: EF non assicura che la cifra da pagare per l’anno all’estero, che loro ti comunicano all’iscrizione, rimanga invariata fino alla fine, e così, a causa del cambiamento di valore del dollaro, al prezzo iniziale erano stati aggiunti circa 2000 euro (tutto ciò circa a maggio/giugno, quando non si ha più il tempo per cercare un’altra associazione).
Anche dopo questo non avevamo ancora deciso di abbandonare definitivamente EF, stavamo aspettando di parlare con YouAbroad così da poter fare un confronto fra le tre.

Il colloquio con YouAbroad è stato all’inizio di settembre 2017, nella loro sede a Torino. E’ stato FANTASTICO.master Tommaso (che poi è stato quello che mi ha telefonato per dirmi della mia host family!!) ci ha ricevuti e senza mezzi termini ci ha detto che questa non è un’esperienza facile e che noi (io e mia sorella) dovevamo essere sicure al 100%, perchè fare un anno all’estero non significa fare una vacanza. Abbiamo parlato per circa due ore e lui ci ha raccontato della sua esperienza da exchange student e, alla fine dell’incontro, ci ha detto: “Se voi siete convinte e decidete di partire con noi, siete voi che dovete prendere l’iniziativa, siete voi che dovete mandarmi una mail, perchè le protagoniste di questa esperienza sarete voi, i genitori ci servono solo dal punto di visa burocatico”.
Ovviamente i genitori non servono solo dal punto di vista burocratico (ma quasi… :P), ma era per farci capire che dobbiamo essere noi a prendere l’iniziativa, perchè saremo noi a fare l’anno all’estero.
Questa cosa mi è piaciuta molto. Un exchange student passerà un anno lontano da casa e dalla sua famiglia, e bisogna cominciare a desbelinarsi (come diciamo noi liguri) prima possibile, perchè poi dall’altra parte del mondo si è da soli.

Dopo aver fatto tutti i colloqui ci siamo seduti in torno a un tavolo e abbiamo confrontato le tre associazioni. Intercultura era stata scartata già da tempo, poi abbiamo scartato EF e quindi c’è stato il ballottaggio fra WEP ed YouAbroad.
Alla fine abbiamo scelto YouAbroad per due motivi fondamentali: il prezzo del programma exchange per gli Stati Uniti era il più basso fra tutti, e noi siamo rimasti folgorati dal discorso di Tommaso e dall’ambiente che abbiamo percepito entrando nella sede di YouAbroad.
Adesso non cambierei associazione per nessuna ragione al mondo.
YouAbroad mi ha accompagnata passo passo nella realizzazione di questa esperienza, i responsabili sono delle persone stupende che amano quello che fanno e che ti fanno sentire parte di una grande famiglia.

GRAZIE YOUABROAD! ♥

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#youabroaders

THE DAY I RECEIVED MY HOST FAMILY

4/20/2018

It was a normal day, just like all others days. When I woke up in the morning nothing made me suspect what would happen only a few hours later. I had breakfast, I brushed my teeth, I got dressed and I left home to go to school. It was a Friday, and I had History and Philosophy on the firsts two periods, then I had Math, History of art and PE on the lasts two periods.
Two weeks before my sister had received her host family, and I was happy for her, but at the same time, I was sad because the days passed and I still did not know where I would spend my year abroad. I spent all my time thinking about my year abroad and asking me: in which state will I go? How will my host family be? How will my school be?
I knew YouAbroad (my Italian association) would have called my mum first to tell her my destination, then they would have called me. I had asked my mother to not tell me anything when they called her, I wanted a surprise, but as time passed I was beginning to regret this decision.
At 1:30 p.m. I got out of school, my schoolmates said goodbye to me with this phrase: “When you receive your host family let us know!”, and I walked home thinking (for a change …) about my exchange year.
It was a sunny day, I was hot and in my hand I had the bag with gymnastic’s clothes and rolled up sheets. After about ten minutes of walking I head the phone rang, then I put all the stuff on the floor and started looking for my phone that obviously was at the back of the backpack, when I found it on the screen there was a written:

Tommaso YouAbroad

My heart has lost a beat.
Slowly and with trembling hands I replied, our conversation was more or less like this:
ARIANNA: Hello..?
TOMMASO: Hello Arianna! I have excellent news for you!

 

ARIANNA: ….. (try to breathe)

TOMMASO: Arianna? Can you hear me?

ARIANNA: Yes, I hear you …

TOMMASO: So, are you ready to leave for Rochester in New York State?

Then he said to me that in few hours time I will have received a mail with pieces of information about my host family, my school and pieces of information about the state.
When the call was over I found myself laughing alone on the street, then I called a friend of mine and I told her everything, our call lasted until I arrived home(thanks Chiara!). When I arrived home I decided to surprise my mum, I opened the door and greeted her as usual, then I went to the kitchen, and I pretended to be up for a good grade at school. After a while she told me: “Now I have a doubt, I don’t know if tell you something or not …”
I smiled at her and said, “Do not worry, Mom, I already known what you have to tell me!”
Then we burst out laughing. I then sent a picture of the state to my sister (she was on a school trip) and this was her answer…
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“You take my a*s?”

When she had received her host family, she had written it to me, and I had replied to her the same thing because I thought she was making fun of me.

Then I spent all afternoon on google maps and reading the application with all the information about the family and the school.
It was a FANTASTIC day, and in the evening, when I went to sleep, I kept thinking about my host family.
Now I know my destination for about two months, I have exchanged many emails with my host mum and I have also made a video call.

Now I’m looking forward to meeting my host family!!

Before receiving the destination I made a list with the states that my friends and my family had hypothesized, but nobody has guessed .. 😀

 

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20/04/2018

Era un giorno normale, come tutti gli altri, quando mi sono alzata dal letto la mattina nulla mi fece sospettare ciò che sarebbe accaduto solo poche ore dopo. Ho fatto colazione, mi sono lavata i denti, mi sono vestita e sono uscita di casa per andare a scuola. Era un venerdì e le prime due ore avevo storia e filosofia, poi matematica, storia dell’arte e le ultime due ore scienze motorie.
Due settimane prima mia sorella aveva ricevuto la sua host family e io ero molto felice per lei, ma allo stesso tempo ero triste perchè passavano i giorni e ancora io non sapevo dove avrei passato il mio anno all’estero. Passavo tutto il tempo a pensare all’anno all’estero: in che stato sarei andata? Come sarebbe stata la mia scuola? Come sarebbe stata la famiglia?
Sapevo che YouAbroad (la mia associazione italiana) avrebbe contattato prima mia madre per dirle dove sarei andata, e poi avrebbero telefonato a me. Io avevo chiesto a mia mamma di non dirmi niente quando l’avrebbero chiamata, volevo una sopresa, ma man mano che il tempo passava stavo cominciando a pentirmi di questa decisione.
Alle 13:30 sono uscita da scuola, i miei compagni di classe mi salutarono dicendomi: “Quando ti arriva la famiglia faccelo subito sapere!!” e io mi sono incamminata verso casa pensando (tanto per cambiare…) all’anno all’estero.
Era una giornata soleggiata, avevo caldo, e in mano avevo la sacca con i vestiti per fare ginnastica e dei fogli arrotolati. Dopo circa dieci minuti di cammino sento il telefono suonare, allora poso tutta la roba per terra e comincio a cercare il mio telefono che ovviamente era in fondo allo zaino. Alla fine lo trovo e sullo schermo c’è scritto:

Tommaso YouAbroad

Il mio cuore ha perso un battito.
Lentamente e con le mani tremanti ho risposto, la nostra conversazione è stata più o meno così:

ARIANNA: Pronto..?

TOMMASO: Ciao Arianna! Ho delle ottime notizie per te!

ARIANNA: ….. (cerca di respirare)

TOMMASO: Arianna ci sei? Mi senti?

ARIANNA: Sì, ti sento…

TOMMASO: Allora sei pronta a partire per Rochester nello Stato di New York?

Dopo mi ha detto che entro poche ore mi sarebbe arrivata una mail con tutte le informazioni sulla famiglia, sullo stato e sulla scuola.
Quando la telefonata è finita mi sono ritrovata e ridere da sola per strada, poi ho chiamato una mia amica e le ho detto tutto, sono stata al telefono con lei per quasi tutto il tragitto fino a casa (grazie Chiara!). Quando sono arrivata a casa ho deciso di fare una sorpresa a mia mamma, ho aperto la porta e l’ho salutata come al solito, poi sono andata in cucina, e ho finto di essere su di giri per un bel voto preso a scuola. Dopo un po’ lei mi disse: “Adesso ho un dubbio, non so se dirti una cosa oppure no…”
Io le ho sorriso e le ho detto: “Non preoccuparti Mamma, so già cosa mi devi dire!”
Poi siamo scoppiate a ridere. Io poi ho mandato una foto dello stato a mia sorella (era in gita scolastica) e questa è stata la sua risposta…

Screenshot_20180626-101150_1Quando lei aveva ricevuto la famiglia, e me lo aveva scritto,  le avevo risposto così perchè pensavo che lei mi stesse prendendo in giro.

Poi ho passato tutto il pomeriggio su google maps e a leggere l’application con tutte le informazioni sulla famiglia e sulla scuola.
E’ stata una giornata FANTASTICA, e la sera, quando sono andata a dormire, ho continuato a pensare alla mia host family.
Adesso so la mia destinazione da circa due mesi, ho scambiato molte mail con la mia host mum e ho anche fatto una video chiamata. Ora che li ho visti e che ho cominciato a conoscerli non vedo l’ora di incontrarli di persona!!!

Prima di ricevere la destinazione avevo fatto una lista con gli stati che avevano ipotizatto le mie amiche e la mia famiglia, ma nessuno ha indovinato… 😀

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DON’T LET FEAR HOLD YOU BACK FROM EXPERIENCING LIFE

 

 

Hi!!

A few days ago I went to Milan to the American Consulate to apply for the visa.  I was a bit nervous because I had known that I would have to answer some questions in English. My English isn’t perfect and I was scared to say something wrong and consequently do not receive the visa. Luckily everything went well and I received the visa!! The consulate employees were very kind.

On the 9th and the 10th of June, I’ve been in Bardonecchia (a small town near France) because of the pre-departure orientation organized by YouAbroad (my Italian association).

It was AMAZING! I met the “YouAbroad Ambassadors”, they are exchange students who have already lived their exchange year. They told us about their experiences, their problems, their host families, their schools.

Speaking with them I understood how big this experience is and how difficult is.

They told us:

NEVER SAY NO TO A NEW EXPERIENCE BECAUSE OF FEAR

NEVER LET PROBLEMS STOP YOU 

DON’T BE AFRAID TO TRY NEW THINGS

Because this occasion will never happen again in life.

I know that this experience is going to be the most beautiful and also the most difficult thing in my life so far, but I want to live it fully.

During that big meeting, they made us write a letter to future ourselves, I think that is a very beautiful thing because when I will open that letter I will know how this experience changed me.

And now I would like to say something to future myself and to all the future exchange students…

NEVER GIVE UP

NEVER LET FEAR STOP YOU

NEVER LET YOUR FEAR DECIDE YOUR FUTURE


Ciao!!

Qualche giorno fa sono andata al Consolato Americano a Milano per richiedere il visto. Ero un po’ agitata perchè sapevo che avrei dovuto rispondere in inglese ad alcune domande. Il mio inglese non è perfetto e avevo paura di dire qualcosa di sbagliato e di conseguenza non ricevere il visto. Fortunatamente tutto è andato per il meglio è ho ricevuto il visto!! Gli impiegati del Consolato sono stati molto gentili.

Il 9 e il 10 di giugno sono stata a Bardonecchia (una cittadina vicino alla Francia) per l’orientation pre partenza di YouAbroad (l’associazione italiana cono cui parto).

E’ stato FANTASTICO! Ho incontrato gli “YouAbroad Ambassadors”, degli exchange students che hanno già fatto l’anno all’estero. Ci hanno parlato delle loro esperienze, dei loro problemi durante l’anno, delle loro famiglie ospitanti, delle loro scuole…

Parlando con loro ho realizzato quanto dia “grande” questa esperienza e anche quanto sia difficile.

Ci hanno detto:

MAI DIRE DI NO AD UNA NUOVA ESPERIENZA PER PAURA

MAI LASCIARE CHE I PROBLEMI TI FERMINO

NON AVERE PAURA DI FARE NUOVE ESPERIENZE

Perchè questa occasionenon ricapiterà mai più nella vita.

So che questa esperienza sarà la più bella e anche la più difficile della mia vita, ma voglio viverla appieno.

Durante l’orientation ci hanno fatto scrivere una lettere ai noi stessi futuri, penso che sia una cosa bellissima perchè quando aprirò quella lettera saprò come questa esperienza mi ha cambiata.

E ora vorrei dire qualcosa alla me stessa futura e a tutti i futuri exchange students….

MAI ARRENDERSI

MAI LASCIARSI FERMARE DALLA PAURA

MAI LASCIARE CHE LA PAURA DECIDA IL TUO FUTURO

 

 

 

Departure/Partenza: – 38 days

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JUST TWO MONTHS

HI! 🙂
Some weeks ago I met other exchange students.
I live in Liguria, a North Italy region, and I found other three girls who will spend a year in the USA. We met in Savona (which is my city) on the 6th of May.
It was AMAZING! I love these girls.
First, we went to a Chinese restaurant (delicious!), we walked around the city and then we took ice-cream.
We have spoken a lot about our exchange year, about our hopes and fears. Speaking with other people who understand what I’m feeling now it was important for me because they can help me to overcome my insecurities.
In these last months I’ve read lots blogs, I’ve seen many videos about the exchange year because I would like to prepare myself, but speaking face to face to other exchange students made me understand that each experience is different.
I can know the stories of all the exchange students of the world, but mine has not been written yet, it will be different from all the others.
That doesn’t mean I shouldn’t read about other exchange students’ stories (they are important to start to understand what is waiting for me) but I know I do not have to compare my experience with others, because I would like to have my own adventure, I have to build my adventure, don’t try to imitate another person’s one.
Now less only two months till my departure, in two months my exchange year will start and I can’t wait to leave.
I know it will be hard sometimes, I will miss my parents, my sister, my friends, my cats and my dog, I will stay away from home for a year.
I am determined to overcome all my fears and insecurities, because the excitement and the happiness of being able to make this experience, overcome fear.
Bye! Baci e mici (kisses and kittens)


CIAO! 🙂

Alcune settimane fa ho incontrato altri exchange students.
Vivo in Liguria, una regione del Nord Italia, e ho trovato altre tre ragazze che trascorreranno un anno negli Stati Uniti. Ci siamo incontrate a Savona (che è la mia città) il 6 maggio.

E ‘stato stupendo! Adoro queste ragazze.
Per prima cosa, siamo andati in un ristorante cinese (delizioso!), Abbiamo girato per la città e poi abbiamo preso il gelato.
Abbiamo parlato molto del nostro anno all’estero, delle nostre speranze e paure. Parlare con altre persone che capiscono quello che sento ora è stato importante per me, perché possono aiutarmi a superare le mie insicurezze.
In questi ultimi mesi ho letto molti blog, ho visto molti video sull’anno all’estero, perché mi piacerebbe prepararmi, ma parlare faccia a faccia con altri exchange students mi ha fatto capire che ogni esperienza è diversa.
Posso conoscere le storie di tutti gli exchange students del mondo, ma la mia non è stata ancora scritta, sarà diversa da tutte le altre.

Ciò non significa che non sia utile leggere le storie di altri exchange students (sono importanti per iniziare a capire cosa mi aspetta) ma so che non devo confrontare la mia esperienza con le loro, perché voglio avere avere la mia avventura, e me la devo costruire da me, non provare a imitare quella di un’altra persona.

Ora mancano meno di due mesi alla mia partenza, e non vedo l’ora di partire!
So che a volte sarà difficile, mi mancheranno i miei genitori, mia sorella, i miei amici, i miei gatti e il mio cane, starò lontana da casa per un anno.
Sono determinata a superare tutte le mie paure e insicurezze, perché l’eccitazione e la felicità di poter fare questa esperienza, superano la paura.

Ciao! Baci e mici ❤

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“NOW IT’S GETTING REAL”

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Hi!

My name is Arianna, I come from Italy and I’m an exchange student. On 07/31/18 I will fly to the USA, where I will spend the next ten months.

HOW DID EVERYTHING START?
Two years ago my Italian literature teacher told me about a girl who spent six months in New Zealand, and she said maybe I could be an exchange student too, before that day  I didn’t even know that an experience like that existed, I mean I had already heard something about the “exchange year”, but I never thought I would do this experience. For me it was just something that you hear about, not something real, which there is the possibility it happens. Instead, after few days, my parents asked me: “Would you like to become an exchange student?”.

I said “YES”.

Since then we started to inform us and in September of 2017 I signed up for the exchange program.
Until two weeks ago it’s still seemed to me so far away, but everything changed when I received a call: “Hi Arianna! Are you ready to leave for Rochester in New York State?”
Now everything is getting real, I received my American host family and I understood it’s all true: I’m going to spend ten months of my life in the USA.
Now there are 86 days to go before my departure and I can’t wait to leave.


Ciao!

Mi chiamo Arianna, vengo dall’Italia e sono un exchange student. Il 31/07/18 volerò negli Stati Uniti, dove trascorrerò i prossimi dieci mesi.

COME E’ COMINCIATO TUTTO?
Due anni fa la mia insegnante di letteratura italiana mi ha parlato di una ragazza che ha trascorso sei mesi in Nuova Zelanda, poi miha detto che secondo lei io sarei stata adatta per fare l’anno all’estero. Prima di quel giorno non sapevo neanche che esistesse un’esperienza del genere. Ne avevo sentito parlare molto alla lontana, ma non avrei mai immaginato di poter diventare un exchange student. Per me era solo un qualcosa di cui si sente parlare, non qualcosa di reale, non qualcosa che potesse accadere a me.
Invece dopo pochi giorni i miei genitori mi hanno chiesto: “ti piacerebbe diventare un exchange student?”

Ho detto di SI’.

Da allora abbiamo iniziato a informarci e a settembre del 2017 mi sono iscritta al programma di scambio.
Fino a due settimane fa mi sembrava ancora così lontano, ma tutto è cambiato quando ho ricevuto una chiamata: “Ciao Arianna, sei pronto per partire per Rochester nello stato di New York?”
Ora tutto sta diventando reale, ho ricevuto la mia famiglia ospitante americana e ho capito che è tutto vero: passerò dieci mesi della mia vita negli Stati Uniti.
Ora mancano 86 giorni alla mia partenza e non vedo l’ora di partire!!.